Ceneri di Gramsci (2007)

Ceneri di Gramsci

 

 

 

 

 

 

esito finale del laboratorio dedicato
alle Lettere dal Carcere di Antonio Gramsci

regia: Juri Piroddi

foto: Silvia Cattoi
tutor: Paola Dei
istallazione scenografica: Valerio Pisano

con gli allievi:
Sergio Barca, Riccardo Baricordi, Luca Barroi, Antonio Castangia
Francesco Coda, Danitza Deiana, Vincenzo Ferrai, Andrea Locci
Alessandro Loddo, Francesco Mareddu, Luca Murgia
Celine Piras, Nicolò Piras, Davide Pistis, Giovanni Usai

Secondo una ricerca dell’Unesco, Gramsci è il saggista italiano moderno più letto e citato al mondo; la bibliografia gramsciana supera oggi i 17 mila titoli; nel 1989 si è costituita una International Gramsci Society – libera associazione di studiosi e di militanti gramsciani di tutto il mondo – oggi vero snodo strategico dello scambio permanente di informazioni fra studiosi di Gramsci dei vari continenti…
Lavorando nelle scuole ogliastrine ci siamo accorti che il comunista sardo è pressoché sconosciuto alle nuove generazioni, le quali riescono a ricollegare il suo nome tutt’al più a qualche strada o piazza dei paesi in cui vivono. Come ricordare allora Antonio Gramsci a settanta anni dalla morte? Diffidando degli anniversari e della retorica che li affligge – maschera di pure e semplici celebrazioni, non di rado pretesto per operazioni furbesche e appropriazioni indebite (proprio Gramsci ne ha fatto frequentemente le spese…) – abbiamo ritenuto doveroso cercare di colmare almeno in parte questa lacuna, proponendo agli allievi di questo laboratorio una narrazione “forte”, per nulla confortante, lontana dai facili approdi ai quali il pensiero post-moderno ci ha abituati: un percorso creativo incentrato sulla lettura e la messinscena di alcune Lettere scritte da Gramsci durante i lunghi e tormentati anni in cui visse nelle prigioni del regime fascista. Fin dalla loro prima edizione – purgata e incompleta, del 1947 – le Lettere dal carcere si sono rivelate uno scrigno di umanità e, insieme, un eccezionale esempio di letteratura epistolografica: importante strumento conoscitivo sul piano della biografia (sia interiore che esteriore) e chiave ausiliaria per una più efficace penetrazione dell’opera per antonomasia, i Quaderni.
Nel nostro percorso abbiamo scelto quelle lettere più “intime” dove Gramsci si rivolge ai figli lontani – Delio e Giuliano – che praticamente non conosce, che non può vedere crescere, che si sforza di immaginare dalle poche fotografie e dalle rare lettere inviategli dalla moglie Giulia Schucht; le pagine di Gramsci sono piene di dolore, di tenerezza, di piccole storie che rievocano la sua infanzia in Sardegna (una Sardegna ancora semicoloniale): i giochi, la famiglia, la vita a Ghilarza, gli studi ecc.; lettere come esili fili di vita e di speranza che legano un detenuto politico gravemente malato alle nuove generazioni…

Uno straccetto rosso, come quello
arrotolato al collo ai partigiani
e, presso l’urna, sul terreno cereo,

diversamente rossi, due gerani.
Lì tu stai, bandito e con dura eleganza
non cattolica, elencato tra estranei

morti: Le ceneri di Gramsci… Tra
speranza
e vecchia sfiducia, ti accosto, capitato
per caso in questa magra serra, innanzi

alla tua tomba, al tuo spirito restato
quaggiù tra questi liberi.

P.P.Pasolini